map – Æolia https://blog.aeolia.com Ristorante in Costozza Wed, 23 Sep 2015 20:40:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://i0.wp.com/blog.aeolia.com/wp-content/uploads/2015/10/cropped-logo-aeolia-color.gif?fit=32%2C32&ssl=1 map – Æolia https://blog.aeolia.com 32 32 181766824 il Niño e il 2015 potrebbe diventare l’anno più caldo di sempre (ma non all’Æolia) https://blog.aeolia.com/il-nino-e-il-2015-potrebbe-diventare-lanno-piu-caldo-di-sempre-ma-non-allaeolia/ https://blog.aeolia.com/il-nino-e-il-2015-potrebbe-diventare-lanno-piu-caldo-di-sempre-ma-non-allaeolia/#respond Fri, 12 Jun 2015 00:16:08 +0000 http://www.blog.aeolia.com/?p=4487 Dopo 5 anni torna il Niño, e già i giornali e i siti web decretano il 2015 come l’anno più caldo di sempre ma….

da http://wikimapia.org/27298508/it/Villa-Aeolia

Nel 1592 Galileo Galilei incominciò a insegnare matematica all’università di Padova. Nell’estate del 1593 contrasse una cattiva forma di artrite a Costozza, in provincia di Vicenza, quando era ospite del conte Camillo Trento. L’illustre scienziato si era addormentato su un rosone dei “ventidotti” della famosa villa Aeolia di Costozza contraendone una trista malattia che lo accompagnò per tutta la vita.
Bisogna sapere che attorno a Costozza si trovano 6 ville costruite in varie epoche a partire dal 1550, ville che sfruttano tutte lo stesso sistema di raffreddamento. I locali interni degli edifici sono collegati a cavità e condotti sotterranei, naturali e in parte artificiali, chiamati covoli o grotte che forniscono d’estate l’aria fredda necessaria a climatizzare l’ambiente. Queste grotte si trovano nelle vicine colline e sono anche sfruttate per la coltivazione dei funghi. I ventidotti o canali di ventilazione collegano le grotte alle ville di Costozza. Sono lunghi fino a qualche centinaio di metri e vanno a sboccare nelle cantine. La temperatura dell’aria nei covoli si aggira intorno ai 11-12 gradi centigradi durante tutto l’anno. Dai ventidotti l’aria fresca penetra nei locali d’abitazione attraverso rosoni di marmo traforato, posti nei pavimenti. Attraverso queste condutture l’aria degli edifici si rinfresca di una decina di gradi (temperatura interna – per esempio – di circa 16 gradi in contrapposizione a una esterna superiore ai 30). Anche il Palladio nei suoi libri di architettura parla di questi ventidotti e li paragona, riprendendo un’immagine mitologica eolica, al “carcere dei venti”. Galileo, in parole povere, si era addormentato su un rosone di uno di questi ventidotti della villa Aeolia contraendone una fastidiosa forma di artrite, diventata inguaribile.

e ancora

da http://www.solarenergysunrise.com/2012/10/le-ville-di-costozza.html

 

ÆOLUS HIC CLAUSO VENTORUM CARCERE REGNAT ÆOLIA:
“Eolo (re del vento) è rinchiuso in questo carcere e vi regna”. Infatti, se si apre la porta principale della cantina, il vento si sprigiona…
A una decina di km a sud di Vicenza, in una calda giornata estiva, si può approfittare dell’occasione per visitare un paesino tutto ville antiche e giardini, Costozza, al riparo di una falesia dei monti Berici, piena di grotte: i covoli.
Il pranzo lo si potrà gustare in un bel ristorante, celebre per il suo sistema d’aria condizionata naturale, che condivide con le ville vicine. E’ la Taverna di Eolo, nei locali che facevano parte della residenza più importante di cui è rimasta una sala affrescata qualche secolo fa, quando già era in uso l’ingegnoso sistema, ancora attuale. Infatti, le cantine sotto il centro storico sono piene di cunicoli e piccole stanze che tutto l’anno mantengono la temperatura abituale sotto terra: in genere dai 10 ai 18 gradi centigradi, qui intorno ai 10.
D’estate basta aprire le porte e le prese d’aria dei covoli per avere un delizioso refrigerio a costo nullo per l’ambiente e per i proprietari.

 

Le sei ville costruite in varie epoche a partire dal 1500, sulle pendici dei monti Berici, sfruttano lo stesso sistema di raffreddamento degli antichi edifici iraniani, con condotti di ventilazione, collegati a cavità sotterranee, di cui abbiamo accennato in un post precedente.
I covoli sono in diretta comunicazione con l’esterno attraverso numerose aperture situate a quote diverse tra loro. Pertanto, soprattutto nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è maggiore di quella dell’aria interna, si innesca un moto convettivo di circolazione dell’aria per cui quella calda, che entra nei covoli dall’apertura in alto, riesce definitivamente ad uscire raffrescata dalle aperture situate in una posizione più bassa, circolando naturalmente.

 

Con la finalità di sfruttare in modo appropriato tale fenomeno naturale di raffrescamento delle ville di Costozza, queste ultime sono state collegate direttamente alle parti inferiori dei covoli attraverso una serie di cunicoli sotterranei appositamente scavati, comunemente chiamati “ventidotti”, della lunghezza di qualche centinaio di metri. Questi ventidotti arrivano fino alle cantine delle ville e successivamente da queste l’aria fresca penetra nei locali che si trovano nella parte più alta dell’abitazione attraverso rosoni di pietra o di marmo traforato localizzati nei pavimenti dei locali del piano terra. Se il rosone resta chiuso, durante una giornata del mese di luglio in cui la temperatura esterna può arrivare fino a 29° C, la temperatura in una stanza del piano terra può essere compresa tra i 20,5° C ed i 21,5° C.
Al contrario con il rosone aperto la temperatura in un ambiente della villa si abbassa fino a raggiungere la temperatura di 16° C, quando esternamente si arriva normalmente a 33° C.
Le ville di Costozza erano così celebri che ne parlò anche il Palladio, nel primo dei suoi “Quattro libri dell’Architettura”.

 

Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato all’Æolia ricordiamo: Galileo Galileiastronomo, Andrea Palladio architetto, che nei suoi trattati parla appunto dell’ingegnoso sistema di condizionamento dell’aria, il Mantegna, pittore, e Orazio Marinali, scultore.
e
ancora

Il Rinascimento – Le ville di Costozza

Le ville di Costozza

Dal punto di vista dell’architettura climatica, sono molto interessanti le ville di Costozza, anch’esse in Veneto, dove veniva sfruttato il vento che passa per delle grotte allo scopo di rinfrescare gli ambienti in estate.

A Costozza, frazione del Comune di Longare (VI), nei colli Berici, sulla proprietà dei Trenti, una nobile famiglia di Vicenza, c’erano delle grotte e delle gallerie sotterranee, dette “covoli”, scavate in antichità per estrarne delle pietre. Nei covoli, che comunicano tramite varie aperture con l’esterno, la temperatura dell’aria rimane pressoché constante, intorno ai 10-12°C durante tutto l’anno (1). Quando i proprietari, nel Seicento, costruirono le loro ville su questo terreno, ebbero l’idea di sfruttare l’aria delle grotte per rinfrescarne gli ambienti interni. Collegando i sotterranei dei fabbricati con i cunicoli, i cosiddetti “ventidotti”, alle grotte e, all’interno delle ville, realizzarono un sistema di bocchette che consentivano la regolazione del flusso d’aria. Ancora oggi l’aria fresca penetra nei sotterranei, e, attraverso le bocchette, raggiunge i piani superiori.

 

Ville di Costozza – Planimetria generale

(Leggenda: 1 Villa Eolia, 2 Villa Trento, 3 Casa dei buoni fanciulli, 4 Villa da Schio, 5 Villa Cà Molina, 6 Villino Garzadori, 7 Ingresso al covolo dei venti,

A Covolo dei venti, B Grotta del Marinali, C Covoletti di villa Trento

 

Come si sa, nelle grotte, nei cunicoli e nei locali sotterranei, l’aria ha una temperatura quasi costante per tutto l’anno, pertanto, questi luoghi, in estate li percepiamo freschissimi. In antichità, molte grotte erano usate per tenere freschi viveri e acqua, e, in alcuni casi, anche per refrigerare  le case. Il problema che si poneva era: come convogliare l’aria fresca anche dentro la casa? Nelle ville di Costozza ci si è riusciti grazie ad alcune particolari circostanze.

 

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

Il flusso d’aria nelle grotte è generato dalla differenza di temperatura e di pressione. Nei periodi in cui la temperatura dell’aria esterna è superiore a quella dell’aria interna, si sviluppa un flusso d’aria per cui, quella calda, che entra nei covoli dall’apertura  in alto, ne esce, raffreddata, dalle aperture più basse. Il movimento è quindi discendente in estate, ed è ascendente in inverno, quando la temperatura dell’aria esterna è minore di quella interna.

 

Ville di Costozza – Sistema delle grotte

 

Andrea Palladio, meravigliato da questo sistema, lo descrive nel primo dei suoi Quattro Libri dell’Architettura, quando parla dei camini, con le seguenti parole (2):

De’ camini usavano gli antichi di scaldare  le loro stanze in questo modo. Facevano in camini nel mezzo con colonne, o modiglioni, che toglievano suso gli architravi sopra i quali era la piramide del camino, d’onde usciva il fumo, come se ne vedeva uno a Baia appresso la piscina di Nerone; & uno non molto lontano da Civita Vecchia. E quando non vi volevano camini, facevano nella grossezza del muro alcune canne, o trombe, per le quali il calor del fuoco, ch’era sotto quelle stanze saliva & usciva per certi spiragli, o bocche, fatte nella sommità di quelle canne. Quasi nell’istesso modo i Trenti, gentiluomini vicentini, a Costozza, lor villa rinfrescano l’estate le stanze: perciocché  essendo nei monti di detta villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covoli, & erano anticamente petraie, della quali credo intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta le pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno. Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi, questi gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano ventidotti; gli conducono alle loro case, e con canne simili alle sopraddette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole e aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo meraviglioso; nondimeno molto più degno di essere goduto & visto lo rende il carcere de’ venti che è una stanza sotterra fatta dall’eccellentissimo signor Francesco Trento & da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome, egli ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna”.

per finire http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/un-impianto-di-condizionamento-ante-litteram-i-ventidotti-di-costozza.html

UN IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO ANTE LITTERAM. I VENTIDOTTI DI COSTOZZA

Antesignano degli impianti di ventilazione e condizionamento. I ventidotti cinquecenteschi di Costozza sfruttano l’aria fresca proveniente dalle grotte circostanti per rinfrescare le stanze delle ville nobiliari. Ecco come.

Autore

Dott.ssa Serena Casu

Nelle nostre case, così come negli edifici pubblici e privati, siamo ormai abituati a contrastare il caldo estivo con sistemi di aria condizionata più o meno sofisticati. I più attenti alle problematiche ambientali e alla salvaguardia delle risorse si affidano alle più complesse progettazioni bioclimatiche degli edifici. Nulla di tutto ciò era però conosciuto nel XVI secolo. Eppure risale a quest’epoca la realizzazione di un impianto per il raffrescamento dell’aria delle ville nobiliari di Costozza, frazione del comune di Longare (Vicenza), nella quale ancora oggi può essere ammirato questo antesignano dei moderni sistemi di condizionamento dell’aria.

Un ingegnoso sistema di ventilazione,
dal Cinquecento, è ancora in funzione:
attraverso canne sotterranee e silenti,
l’aria dei covoli soffia dai pavimenti.

Le auliche sale, in tutte le stagioni abitate:
d’estate con l’aria frizzante rinfrescate,
mentre temperate sono nel rigido inverno,
dove nell’abitare si respira un clima eterno
.[1]

Sono due strofe di una delle poesie scritte da Bruno Maistro, insegnante di Costozza, in una sua raccolta di versi dedicati alla storia della località vicentina. L’ingegnoso sistema di ventilazione che consentiva di mantenere un clima eternonelle sale interessate da questo impianto è composto dai cosiddetti ventidotti. Si tratta di una serie di cunicoli sotterranei che collegano le ville nobiliari alle grotte del circondario, attraverso i quali l’aria a temperatura costante proveniente dalle grotte viene convogliata per convenzione naturale alle sale dei palazzi nobiliari, consentendo dirinfrescare naturalmente le sale in estate, e di mitigarne le rigide temperature in inverno. L’aria proveniente dalle grotte, infatti, mantiene tutto l’anno una temperatura pressoché costante tra i 10 e i 12°.

Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell'aria proveniente dai ventidotti

(Una delle griglie in pietra per la fuoriuscita dell’aria proveniente dai ventidotti. Fonte immagine)

Tra i principali artefici di questo affascinante impianto di condizionamento ante litteram c’è il conte Francesco Trento, discendente dell’importante famiglia Morlini stabilitasi da Trento a Costozza negli anni Venti del Quattrocento, il quale nella seconda metà del Cinquecento fa collegare le sale delle sue proprietà alle viscere dei monti vicini, realizzando questo imponente sistema di raffrescamento che avrebbe destato non poca meraviglia tra i suoi numerosi ospiti. Sembra, infatti, che il conte amasse circondarsi di scienziati e letterati, i quali trascorrevano lunghi soggiorni estivi ospiti delle sue dimore.

A lui si deve, tra l’altro, la costruzione di un edificio ancora esistente, Villa Eolia, attualmente un ristorante, all’interno della quale con molta probabilità si svolgevano le riunioni tra il conte e i suoi eruditi ospiti. La sala dove si riuniva quella che è stata definita l’Accademia Eolica, era rinfrescata dall’aria proveniente dal criptoportico sottostante, non a caso chiamato “Carcere dei Venti“, nel quale terminava il reticolo di ventidotti provenienti dalle vicine grotte. Dal criptoportico l’aria penetrava nella sala principale attraverso una griglia traforata in pietra.

Villa Eolia

(La cantina dell’attuale ristorante Villa Eolia. Si noti in alto la griglia per il passaggio dell’aria. Fonte Immagine)

La leggenda narra che tra gli ospiti dell’Accademia vi fosse anche Galileo Galilei, il quale si sarebbe ammalato di reumatismi proprio a Costozza, a causa dell’esposizione prolungata all’aria fredda proveniente dai ventidotti. Non vi sono notizie certe sulle cause della malattia dell’illustre scienziato, ma sappiamo che questo affascinante sistema di ventilazione non mancava di stupire chiunque visitasse questo edificio o le altre ville della zona collegate alle grotte. Basti pensare che dei ventidotti di Costozza ha parlato anche il Palladio, nel primo dei suoi Quattro libri dell’Architettura. Ecco cosa scriveva il celebre architetto nel 1570, al capitolo XXVII del primo dei suoi libri, a proposito di questo ingegnoso sistema di ventilazione:

Quasi nell’istesso modo i Trenti, Gentiluomini Vicentini, a Costoza lor Villa rinfrescano l’Estate le stanze: perciocché essendo nei monti di detta Villa, alcune cave grandissime, che gli abitatori di quei luoghi chiamano covali, ed erano anticamente Petraie, delle quali credo che intenda Vitruvio, quando nel secondo libro, ove tratta delle pietre, dice, che nella Marca Trivigiana si cava una sorte di pietra, che si taglia con la sega, come il legno, Nelle quali nascono alcuni venti freschissimi; questi Gentiluomini per certi volti sotterranei, ch’essi dimandano Ventidotti, gli conducono alle loro case e con canne simili alle sopradette conducono poi quel vento fresco per tutte le stanze, otturandole, ed aprendole a lor piacere per pigliare più e manco fresco, secondo le stagioni. E benché per questa grandissima comodità sia questo luogo maraviglioso; nondimeno molto più degno di esser goduto e visto lo rende il carcere de’ Venti, che è una stanza sotterra fatta dall’Eccellentissimo Signor Francesco Trento e da lui chiamata EOLIA: ove molti di detti Ventidotti sboccano: nella quale per fare che sia ornata e bella e conforme al nome egli non ha sparagnato né a diligenza, né a spesa alcuna.[2]

[1] Bruno Maistro, Custodia (Costozza), Longare, 2009. Le strofe sono tratte dalla poesia dedicata a Villa Trento-Carli
[2] Qui il capitolo completo

Per saperne di più si consiglia la lettura di:

-Alessandro Bevilacqua, Ricerche e notizie per una storia artistica di Costozza, Longare e Lumignano, in E.Reato (a cura di), Costozza. Territorio immagini e civiltà nella storia della Riviera Berica Superiore, Stocchiero Editrice, Vicenza, 1984, pp. 869-966
-Giuseppe Barbieri, Il vento e la legge. Francesco Trento e il circolo di Villa Eolia, in Studi Veneziani, VII, 1983, pp. 81-142
Guida di Longare, Costozza e Lumignano, 1997

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E’ sempre un piacere googolando di tanto in tanto ritrovarsi in piu’ siti…..

 

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Sei mai stato a……. https://blog.aeolia.com/le-citta-che-ho-visitato-non-tutte/ https://blog.aeolia.com/le-citta-che-ho-visitato-non-tutte/#respond Tue, 20 Mar 2012 04:57:12 +0000 http://blog.aeolia.com/?p=2627

 

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A Cena da Gek, Arsiero (VI), 29 Novembre 2011 https://blog.aeolia.com/a-cena-da-gek-arsiero-vi-29-novembre-2011/ https://blog.aeolia.com/a-cena-da-gek-arsiero-vi-29-novembre-2011/#respond Wed, 30 Nov 2011 16:18:11 +0000 http://blog.aeolia.com/?p=2272 Vedi le altri RistorAmici….
Nome: Da Gek
Dove : Via Monte Maggio, 6, 36011 Arsiero Vicenza
Telefono:  0445 714177
Prezzo: OSPITI
Con chi ero:  Eravamo in 4, Dario, Rosi, Agnese e io
La Cucina ha Proposto

crostino con lardo
gnocchi noci
gnocchi coniglio pomodoro
gnocchi porcini
strozzapèreti gorgo
costata
radiccio,polenta, melanzane
semifreddo al torroncino
prosecco e rosso della casa

Impressioni
La serata doveva essere una pizzata da Dario, questo mese non l’ho (quasi) mai mangiata, ma verso le 2, Dario mi ha chiamato e mi ha proposto un cambio programma subito accettato. Gek, viene da noi amangiare quasi dsempre con Dario, e essendo anche lui chiuso di Martedì, mai  avrei pensato di risucire ad andare ad andare a trovarlo, l’altra sera, aveva ‘dovuto’ tenere aperto, e ne ha aprofitato per invitare amici e colleghi nel giorno che di solito è chiuso…che colpo di fortuna….
Gli gnocchi sono veramente ottimi, e anche le carni alla griglia ele verdure sono state all’altezza della situazione, temo propio  che dovrò sdebitarmi prima o poi…..chissa se gli piace la pizza…..
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A Cena Al Boccon Divino Osteria Cicchetteria a Venezia 15 Novembre 2011 https://blog.aeolia.com/a-cena-al-boccon-divino-osteria-cicchetteria-a-venezia-15-novembre-2011/ https://blog.aeolia.com/a-cena-al-boccon-divino-osteria-cicchetteria-a-venezia-15-novembre-2011/#respond Wed, 16 Nov 2011 13:58:33 +0000 http://blog.aeolia.com/?p=2250 Vedi le altri RistorAmici….
Nome: Boccon Divino Osteria Cicchetteria
Dove : Sestiere Dorsoduro, 2978, 30123 Venezia
Telefono:  041 244 9177 ()
Prezzo: 9 a testa
Con chi ero: Io e Silvano
La Cucina ha Proposto
tapas con gamberi, bocconcini di zucchina fritta, piadina, bruschetta alle melanzane
Prosecco e caffè
Impressioni
Questa Cicchetteria ci è stata caldamente consigliata da amici, e e mai consiglio è stato tanto apprezzato, anche se più che cichetti, qui si fanno ottime tapas, se passate per il Sestiere, il Boccon Divino dovrà essere la vostra tappa!
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Il Gambero Killer https://blog.aeolia.com/img_0927_tonemapped/ https://blog.aeolia.com/img_0927_tonemapped/#respond Thu, 06 Oct 2011 16:41:51 +0000 http://blog.aeolia.com/2011/10/img_0927_tonemapped/ IMG_0927_tonemapped by CapZicco
IMG_0927_tonemapped, a photo by CapZicco on Flickr. ]]>
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A Cena a Villa delle Rose, Martedì 26 Luglio 2011 https://blog.aeolia.com/a-cena-a-villa-delle-rose-martedi-26-luglio-2011/ https://blog.aeolia.com/a-cena-a-villa-delle-rose-martedi-26-luglio-2011/#comments Wed, 27 Jul 2011 15:00:59 +0000 http://blog.aeolia.com/?p=1941 Vedi le altri RistorAmici….
Nome: Villa delle Rose
Telefono: 0444 9
Prezzo: 51 Euro in Tre
Giudizio in Z: ZZ
Con chi ero: Io, Rosi e Agnese
La Cucina ha Proposto
Una pizza (focaccia da 50cm) con pomodoro e ricotta, 1 insalatona con il pollo e 1 con mele e gorgonzola
Una birra piccola, una media, 1/2 di Acqua e 2 caffè
 
Impressioni:
 
Villa delle Rose ha circa un mese di vita, e forse per la sua giovane età non riesce a dare il massimo. Il complesso è in un punto strategico della città, e per farlo sono stati investiti parecchi soldi, è grande, ma questa grandezza unita alla giovinezza e all’inesperienza non hanno giocato a suo favore. Martina lavora qui dall’inaugurazione, e mi ha parlato bene del posto, degli ingredienti e di come lavorano.
L’ingresso è piacevole, divani,gazebi, un piccolo bar dove ‘a qualcuno’viene offerto l’aperitivo, tavoli all’esterno e all’interno in bella mostra i forni credo 4o 5 e le grandi sale (il cameriere ci notare che la differenza sostanziale delle sale e data dal colore differente). Ci fanno accomodare in tavolino (piccino) vicino ai grandi alambicchi di birra. L’arredamento classico da birreria/pizzeria, sedie comode e tavoli  massicci.  La divisa è una maglietta marrone con il logo di Villa delle Rose. La tavola ha le classiche tovagliette si carta, e una busta con le posate e la salvietta di carta (se ne vedono sempre meno pizzerie con le tovaglie di carta, e la cosa un ci stupisce, anche perchè il coperto costa 1,5 euro). Ci accoglie una cameriera con un bel sorriso, prende le ordinazioni… e ci stupiamo che un posto nuovo e grande così non abbia il palmare, ma la cara e vecchia comanda… Passati pochi minuti, assieme al pane arriva su un supporto che la solleva , la pizza/focaccia….è come il tavolo…. piccina. La misuro a spanne, 30cm, forse i 50cm sono di perimetro! Ma è di più di 50cm è almeno 70cm , e come se ne mancasse un pezzo, (difatti da una parte non c’è crosta)  non importa non ho molta fame, finisco la mia pizza e dopo un arrivano le insalate, la cameriera si scusa per il ritardo. Mentre finiamo la cena, si accomoda di fianco a noi una coppia, e a loro arriva la pizza intera. Ho quindi chiesto se era da 50 o da un metro, e mi è stato detto che era da 50, bella grande eh! Quando hanno raccolto i nostri piatti ho chiesto delucidazioni alla cameriera, che però non ha saputo spiegarmi come mai alla mia pizza ne mancasse un pezzo, ha detto che sarebbe andata in cucina e mi avrebbe delucidato, passati alcuni minuti è arrivata un’altra cameriera che ci ha chiesto se prendevamo un dessert o il caffè, mi ha chiesto se mi era piaciuta la pizza, io ho detto no, e lei se ne  andata via sorridendo! Forse pensava che scherzassi, visto che la ragazza che ci ha servito la pizza non è più tornata dalla cucina,dopo il caffè ho chiesto il conto, e ci è stato gentilmente indicato di andare a pagare in cassa.
In cassa al nostro tavolo non era stato segnato nulla….abbiamo dovuto aspettare che arrivasse la ragazza che ci aveva servito e davanti a noi è stata ripresa per il fatto. Ci dicono che è la prima sera che lavora li è che ha procurato degli inconvenienti, ho fatto presente anche  il fatto della mia pizza, e un signore sempre in cassa mi ha fatto notare che le pizze sono da 700g. (non cosa significhi, io ho ordinato una pizza/focaccia da 50cm) allora la cassiera ha detto che ci avrebbe trattato bene e, ci  presenta il conto….
E laconica come altre volte, troviamo un TOT 51,00 euro, senza nessuna specificazione. Abbiamo provato a ricordare i prezzi
Caffè 1,5 *2 =3,00
Coperto 1,5 *3 = 4,50
Insalate 8,00*2 = 16,00
Pizza/focaccia 14,00
Restano 13,5 per le birre e l’acqua
Per fortuna che ci hanno trattato bene!
 
Forse certe cose le notiamo solo noi che siamo del mestiere, oppure siamo capitati nella classica giornata no, capita anche nelle migliori famiglie, se qualcuno mi inviterà ancora a Villa delle Rose non dirò certo di no, una seconda opportunità sempre data.
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Cosa c’è sotto di noi agli antipodi? https://blog.aeolia.com/cosa-ce-sotto-di-noi-agli-antipodi/ https://blog.aeolia.com/cosa-ce-sotto-di-noi-agli-antipodi/#comments Sun, 28 Nov 2010 14:47:08 +0000 http://blog.aeolia.com/?p=1477 Vi siete mai chiesti cosa c’è sotto i nostri piedi, agli antipodi? Io me lo sono chiesto molte volte, e su wikipedia ho trovato il modo di calcolarlo, che giustamente  cito

Per calcolare gli antipodi del punto dove ci troviamo, conoscendo longitudine e latitudine, si utilizza il seguente procedimento.

  1. Data X la latitudine alla quale ci troviamo, per ottenere la latitudine del punto antipodale sarà sufficiente scambiare Nord con Sud o viceversa.
  2. Data Y la longitudine alla quale ci troviamo, per ottenere la longitudine del punto antipodale, oltre a scambiare Est con Ovest o viceversa, si dovrà sottrarre Y da 180°.

Tutto chiaro no ? Però e se io non ho tanta voglia di fare calcoli ? Ecco la soluzione ANTPODR e cliccando sopra sapreste cosa c’è sotto l’aeolia, invece sotto Pechino Provate and indovinare cosa troveremo?

Chi lo avrebbe mai detto eh ?

Luca

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