Æolia News Aprile 2008, Numero 58

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News

anno VII numero 58

Martedì, 8 Aprile, 2008 5:57

 

Æolia

Piazza Da Schio 1

Costozza di Longare Vicenza

0444555036 Chiuso il Martedì


  • Questa mailinglist viene spedita a 2632 Æolia lovers

    Qualcuno si è lamentato che non riesce a collegarsi ai vari link

  • Quindi… Problemi nella visione? Prova ad accedere a tutte le Æolia News del Mese da qui oppure direttamente dal BLOG

    >La primavera è ufficialmente iniziata, e quest’anno (essendo bisestile) con un giorno di anticipo….. Quest’anno ci porterà molti cambiamenti. un po in tutti i campi. Cerchimo di accogliere tutto questo preparati…. Io dal canto mio penso che sarà un anno di svolta, molti ne saranno travolti, e non tutti riusciranno ad accettarli. IO al solito penso positivo, e tutto procederà per il meglio…

  • Molti sono stati piacevolmente colpiti dalla ventata di ottimismo della volta scorsa, ho ricevuto parecchie email, tutte sulla mia lunghezza d’onda, segno che siamo sulla strada giusta, con Marzo ci lasciamo alla spalle il freddo, e complice l’ora legale le giornate sono più luminose, Marzo è stato (giustamente) freddolino, ma i soliti temerari di Febbraio hanno fatto il BIS, e anche a Marzo hanno mangiato all’aperto.. l’unico problema erano le pietanze che si raffreddavano subito, ad aprile non avremo più di questi problemi (spero)
  • Aprile

  • il 18 : La Cena delle Lumache per info, prezzi e cliccateci SOPRA! Altre ne seguiranno, la prossima sarà probabilmente quella del e a seguire luna con le carni allo spiedo. Ma lo spiedo merita un discorso a parte. Devo sentitamente ringraziare i vecchi/nuovi clienti del bar, l’accademia del gotto, come li ha sopranominati Ugo. Gli accademici, capitanati dallo Zio Italo, Tony e Livio hanno riportato agli antichi splendori il vecchio e glorioso spiedo dell’Æolia. Prossimamente pubblicherò le della trasformazione, ma le non rendono giustizia, lo spiedo bisogna vederlo di persona, tanto che Italo aveva addirittura proposto di far pagare il biglietto per vederelo! é stato smontato e riverniciato e messo a norma, ora nion bisogna che inaugurarlo!
  • il 24 : La quarta di MuSiCanDo, ancora una volta Nicolò Galleria, quella del mese scorso è stata bellissima,richiameremo per l’ i 6 ragazzi della banda, hanno fatto rivivere i miti degli anni 60 e 70 con Eagles, Bee Geese e Santana, veramente imperdibili
  • In giardino abbiamo deciso di servire anche qualche piatto salato…. e precisamente. Piadina con Crudo di Montagnana, starcchino e gallinelle, un tagliere di formaggi con le nostre Frutolade e Nostrarde, Le lumache di mare e il salame di cavallo con i pomodori secchi. Ora non ci sono più scuse….. accontenteremo anche quelli che non mangiano dolci o gelati… e amano bere un buon bicchiere di vino
  • Da Vedere:

  • Consiglio come sempre di andare a visitare http://www.chepassione.eu/cake/chepassione/restaurants/viewOne/47 e … viotarci!
  • E ovviamente anche http://blog.aeolia.com/. Malgrado la media dei visiatori aumenti, MANCANO I VOSTRI COMMENTI o siete indaffarati o siete pigri!
  • Sempre sul blog potrete leggere dei Zicco’S Cove oppure ‘Cosa Bolle in Pentola‘ oppure cos’è successo il primo aprile con il ‘Trono‘. Cosa aggiungere ancora ? cliccate!
  • Veniamo ora ai piatti mai presentati……
  • Antipasti: Prosciutto affumicato di Agnello, i quattro sapori del mare, Salmone,salmone, salmone & Salmone, e la focaccia a patè di peperoni, mandorle e bresaola
  • Primi Piatti : Bigoli con le polpette, risotto asparagi selvatici e pistacchi, spaghetti con gamberi menta e gamberi, e la crema di scorza nera e Carletti
  • Secondi Piatti :Guanciale alle erbette di aprile e il baccalà ai raperonzoli.
  • Purtroppo il cavallo con il pigiama non si è fatto vedere……. ma non demordo….
  • 1994 ‘Per un ristorante su misura’ 2008 ‘La vostra soddisfazione è anche la nostra’
  • 14 Anni fa cominciammo a dare ai nostri clienti un questionario con 21 domande, molti risposero, e facemmo tesoro dei vari suggerimenti, oggi a 14 anni di distanza lo riproponiamo, le domande sono 19, ed abbiamo dovuto aggiungere quella sulla privacy ! Oggi come allora la maggior parte contengono note positive, segno che siamo sulla strada giusta e la cosa mi rallegra! Però alcuni contengono anche note negative, e la cosa mi fa pensare…. se qualcuno ti fa sapere che stai sbagliando, vuol farti migliorare e poter tornare. Non bisogna sempre pensare che chi ci fa notare lo sbaglio, lo faccia per il puro piacere di farti stare a disagio, è peggio sapere che hai sbagliato e nessuno te lo dice, oppure molto molto peggio, non sapere che stai sbagliano, nessuno te lo dice e tu poi perseveri. Quindi quando mi chiedono pareri mi rendo conto che forse posso sembrare scortese o sgarbato, perché do il mio ‘personale’ giudizio, anche se non è completamente positivo, cercando di essere il più obbiettivo possibile, cerco di essere autocritico anche nei miei confronti, e mi comporto come vorrei che anche gli altri si comportassero. A volte una critica ben dosata, accompaganata da un piccolo consoglio ti permettono di realizzare cose impensabili. Molte volte (troppe) mi capita di uscire con amici e conioscenti, che interpellati su lavori o preparazioni, tessono lodi davanti agli interessatim, per poi criticare appena rimaniamo soli. Io se propio vedo che la cosa non è riuscita bene o non mi è particolarmente piaciuta, preferisco non rispondere. Quindi chi mi invita a , e io non do giudizi dovrebbe aver già capito come la penso………
  • A presto
  • Buona Notte!

  • Consiglio come sempre Æoogle su Æolia Search Page per la ricerca online sull’Æolia

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Update on 8 Aprile, 2008 5:57

A partire dal 1 Marzo 2006 le E-mail informative e Newsletter possono essere inviate solo con il consenso del destinatario. La Sua E-mail si trova nella banca dati dell’Æolia
Le abbiamo inviato fino ad oggi, su questo fondamento, inviti ed informazioni sui nostri prodotti e le nostre manifestazioni con il seguente indirizzo E-mail:
aeolia@aeolia.com
Ci auguriamo che le nostre informazioni siano anche per Lei interessanti.
Naturalmente i suoi dati saranno da noi trattati con estremo riservo e non verranno divulgati. Nel caso in cui Lei, ugualmente, non avesse interesse a ricevere altre informazioni da parte nostra è pregato di rispondere con la parola “NO” nella casella dell’oggetto dell’e-mail.
Se non dovessimo ricevere nessuna risposta da parte Sua all’e-mail, sarà per noi la conferma che Lei è interessato a continuare a ricevere le nostre informazioni.
Cordiali saluti
Luca del Ristorante Æolia

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Luca

Luca

Dio fece il cibo, il Diavolo i cuochi.

Scrivono di Noi: La ristorazione d’autore fra passato e futuro di Lucilla Horatia Valentina

Questo il link

http://digilander.libero.it/lucillahoratia/pages/ristorante%20Aeolia.htm

E questo l’articolo (da un pranzo del 2006)

L’Evento

La ristorazione d’autore fra passato e futuro

Lunedì 23 gennaio 2006, alla presenza di giornalisti, opinion leader e operatori del comparto, ha premiato il Ristorante ÆOLIA di Costozza (Vicenza) per la sua creativa ed intelligente capacità di coniugare alimenti tradizionali con ingredienti e prodotti alternativi e innovativi. Chemello, chef di cucina, è stato nominato con onore “Chef del mese”.
La giornata è stata dedicata alla conoscenza del luogo (dolce e vacanziero), all’incontro con i proprietari del ristorante (cordiali, accoglienti e bene informati) e con i titolari delle aziende produttrici dei vini e dei cibi gustati durante il pranzo (squisiti, sia i vini, sia i cibi, sia le persone) e alla discussione sullo stile di cucina sostenuto dalla filosofia di Degusta, volta a stimolare una proposta gastronomica di cibi gustosi e genuini che rispondano sempre più a precisi requisiti organolettici e nutrizionali.
Questo il programma:
- Ritrovo e aperitivo di benvenuto presso ristorante ÆOLIA di Piazza Da Schio 1 – Costozza di Longare (VI)
- Tavola rotonda e dibattito sul tema dell’incontro
- Presentazione di specialità eno-gastronomiche
• I Caprini di Ivan Quadri – Allevamento Valle Alta di Erba (CO)
• La carne di struzzo de “La Cerreta” – Allevamento in Castiglion Fiorentino (PG)
• Le fruttolade dell’Æolia – prodotte con frutti locali, melograno, datteri, cachi e peperoncini rossi piccanti
• Carni e distillati
• Le mille interpretazioni dello Zabov

Vari i vini, tutti dell’Azienda Agricola Dal Maso, di Montebello Vicentino (VI)
• Spumante Brut “Primis”
• Gambellara Classico DOC Cà Fischele
• Chardonnay DOC Colli Berici Casara Roveri
• Sauvignon DOC Colli Berici Casara Roveri
• Rosso IGT del Veneto Terra dei Rovi Rosso
• Gambellara DOC Recioto Classico Riva dei Perari


Il Luogo

Ristorante Æolia

Un menu ogni mese, più gli extra per S. Valentino, Pasqua, Natale e S. . Ogni menu offre sette antipasti, sette primi piatti e undici secondi piatti (non sempre, in un paio di mesi gli antipasti sono appena sei), mentre i menu extra non hanno quasi mai meno di sei portate.
Non c’è bisogno di fare i conti, è chiaro che il ritmo è turbinoso. E di conseguenza non riposante, dal momento che ogni piatto nuovo è da studiare, anche dal punto di vista dell’accompagnamento con i vini adatti (che pure vanni cercati, analizzati e scelti), e sperimentare finché non riescano perfettamente, poiché qui all’Æolia non ci si accontenta di nulla di meno della perfezione.
Quale sarà la ragione per cui Luca Chemello e Luca Varin hanno fatto la scelta della molteplicità? Come sempre non solo una ma varie, legate una all’altra, una dentro l’altra. Ma la prima, la fondamentale, è il cliente. Il cliente che si innamora di questo luogo magnifico e torna volentieri durante tutto l’anno. E questi due Luca, uguali solo nel nome, ma capaci di funzionare egregiamente insieme, hanno deciso di offrirgli ogni volta qualcosa di nuovo. Pazienza se per farlo devono lavorare molto. Vorrà dire che non correranno il rischio di annoiarsi. D’altra parte, ci dice Luca Varin, la continua rivoluzione, pur nella fatica che richiede, “dà la carica, perché cambiare il menu significa anche essere costretti a cambiare, avere degli obblighi e doverli rispettare”.
Da questo pensiero nasce anche lo stile singolare dei menu, in cui accanto ai piatti tradizionali della cucina vicentina, come il stufato, con radicchio e polenta, e perfino la polenta con l’aringa (la ‘renga, una sola, come una volta) si possono gustare “novità” come… ma diamo uno sguardo al menu di gennaio 2006:
A Tavola d’Inverno
Gli Antipasti
Soppressa delle Valli, con Funghi di Bosco e Polenta di Maranello
Germogli Scottati al Lardone Stagionato & Balsamico
Formaggio Borgaiolo con Miele d’Acacia Noci e Polenta di Maranello
Focaccia al Rosmarino con Culatello di Modena
Prosciutto Crudo di Montagnana e Fichi d’India
Polenta e ‘Renga’ alla Vicentina
Tortino Tiepido di Radicchio & Asiago Giovane

I Primi Piatti
Tagliatelle con PorcalOca
Risotto ai Rubini (Melograno)
“Prosciutto & Pere”
Farfalle Zucchine & Gamberetti
Gnocchi di Patata ai Porcini
Crespelle ai Broccoli Fiolari e Piave
Zuppa di Polenta

I Secondi Con Contorno
Lombata di Bisonte (North Dakota) alle Erbette con Scorzonera
Entrecôte di Angus (Irlanda) alla Grappa con Radicchio Brasato
Costolette di Agnello (N. Zelanda) al Timo con Carciofi al
Baccalà Stufato con Radicchio & Pinoli con Polenta di Maranello
Tagliata di Struzzo (Toscana) all’Uva, con Patate & Peperoni
Mazzancolle (Madagascar) al Coccio, con Crudità
Canguro (Australia) al Curry, con Fagiolini alla Cannella
Selezione di Formaggi, Le Frutolade, Pani Caldi, Un Calice di Buon Rosso
Cotechino in Crosta con Cavolo Nero Brasato & Rafano al Balsamico
Fegato di Maiale in Rete con Polenta di Maranello e Coste alla
Sella di Renna (Svezia) al Cacao Amaro con Caponata

Ecco che il mosaico si compone. Per dare al cliente il gusto del nuovo, stimolando la sua curiosità e stupendolo ogni volta, è necessario cercare le “novità”. L’altra via sarebbe quella di fermarsi sui saporiti piatti vicentini. Non molti, sempre gli stessi, e sempre diversi i clienti, perché a mangiare le stesse cose ci si annoia un po’. Al Ristorante Æolia invece non si annoia nessuno. Certamente non in cucina, dove tutti corrono, ma neppure in sala, dove i clienti sono occupatissimi a gustare ciò che hanno nel piatto, sentendosi un po’ antichi Romani, un po’ Africani, un po’ Sioux, un po’ Koori, ossia Aborigeni Australiani. E se questo non bastasse potrebbero anche ingannare il tempo cercando di calcolare quante ore di lavoro occorrano per mantenere così lustra la ricca collezione di recipienti di rame che pendono a decine dal soffitto e dalle pareti.
Tuttavia, come si diceva, se il cliente vuole gustare un piatto vicentino troverà anche quello, fedele all’originale, benché affettuosamente rammodernato. Un restauro intelligente, come si usa dire.
Ma facciamo un passo indietro. Andiamo a vedere come è nato l’Æolia.
Luca Chemello e Luca Varin si sono conosciuti nel 1978 alla Scuola Alberghiera di Recoaro. Alla fine del corso Luca Chemello ha continuato il lavoro nel ristorante Æolia, creato negli anni ’60 dal padre, e Luca Varin ha fatto le sue esperienze altrove, in vari luoghi. Ma fra i due era evidentemente nata una buona intesa, la qual cosa dopo alcuni anni li ha portati a decidere di “mettersi insieme”. Il ristorante c’era, bellissimo e ricco di storia, bisognava solo decidere se continuare con la cucina classica vicentina o cambiare qualcosa. Come abbiamo visto qualcosa è cambiato, anzi, il cambiamento è diventato permanente.
Una bella abitudine della casa è quella di servire il piatto con un accompagnamento di verdure, cosicché non c’è bisogno di chiedere altro che quella pietanza e arriva tutto insieme, ben coordinato, il canguro con i fagiolini alla cannella, la tagliata di struzzo all’uva con patate e peperoni, l’agnello con i carciofi. Tutto già studiato, il cliente non deve affaticarsi a pensare e magari anche a sbagliare accostamento.
La stessa cosa accade per i vini. Cioè, a dire il vero, la stessa cosa e il suo contrario. Il maître Luca Varin è allo stesso tempo indulgente e rigoroso. Indulgente perché non vuole imporsi, consiglia ma lascia anche fare (e questo è straordinario, anche perché è una sorta di “viaggio di ritorno”, incominciato quando Luca ne sapeva un po’ meno di vini e imponeva di più i suoi criteri, mentre adesso accade il contrario. La sapienza enologica è cresciuta e l’intransigenza è caduta, e ora il rapporto con il cliente è regolato dalla convinzione che “il troppo sapere è allontanarsi” e che un’eventuale educazione al vino deve essere fatta con garbo, comprensione e lentezza). Al tempo stesso può giungere a non servire un certo vino se ritiene che non possa essere gustato al meglio in quel momento. L’esempio che ci ha fatto è quello del Barolo. Un vino meraviglioso, ma che non si può bere così “su due piedi”, bisogna aprirlo in anticipo, farlo respirare, prepararlo (ecco perché, tra le altre ragioni, è consigliabile prenotare). Diversamente sarebbe un po’ sciupato e non vi sarebbe onore né per il vino, né per la cantina né per l’ospite. Meglio rimandare. Tuttavia, se per caso la bottiglia è stata aperta e se per caso non è stata vuotata, Luca la confeziona e la consegna al cliente, raccomandandogli di finirla a casa, quando il vino sarà perfetto. Non è anche questa una premurosa e moderna “attenzione al cliente”?
Una terza, ma non ultima, bella abitudine della casa è quella di applicare prezzi molto ragionevoli, sia per il cibo, sia per il vino. Basta dare uno sguardo ai menu, sul sito www.aeolia.com per rendersene conto.

Lucilla Horatia Valentina


Le Cantine del Ristorante e la Storia

La Cantina del Dio dei Venti

La sala Æolia, ampia e luminosa, dal soffitto affrescato e le pareti di marmorino (che coprono i resti di affreschi probabilmente trafugati dalle truppe napoleoniche durante il loro insediamento), è costruita sopra una delle più singolari cantine che esistano. Tanto singolare che non si chiama neppure cantina, ma “Carcere dei Venti”. E questo carcere dei venti ha una storia molto antica, in parte certa, in parte da scoprire.
Bisogna intanto sapere che Costozza, il paese in cui si trova il ristorante Æolia, è ai piedi del Monte Brosimo, il quale fa parte dei Colli Berici, e che nel secolo IX qui esisteva un borgo medievale, il quale doveva la sua ricchezza all’estrazione della pietra (sarebbe anche interessante sapere che le prime notizie storiche di questi luoghi risalgono agli Etruschi e che il nome del paese viene dal latino Custodia, ma non andiamo oltre). Bisogna anche sapere che siamo in provincia di Vicenza, e che a Vicenza operò a lungo Andrea Palladio, grande architetto del rinascimento. E bisogna infine sapere che Andrea Palladio frequentò questi luoghi dal dolce clima, che anche Galileo Galilei si trovò a passarvi e vi dimorò, che incontrò Andrea Palladio e che, insieme, i due studiarono un particolare fenomeno.
Torniamo al borgo. Questo, circondato da mura, era protetto anche da una rete di grotte e passaggi scavati nel colle, insieme vie di fuga e d’attacco a sorpresa dei nemici. Quando, nel secolo XI, le mura crollarono a causa di tre terremoti successivi, il borgo fu invaso e distrutto e gli abitanti chiesero soccorso alla Repubblica di Venezia. Questa intervenne con il suo esercito e liberò la zona, quindi ripristinò le cave per l’estrazione della pietra (la pietra di Vicenza, largamente usata nella costruzione di statue e decorazione dei palazzi veneziani), e riedificò il borgo, mentre ricchi Veneziani si facevano costruire intorno belle ville residenziali.
La rete di passaggi scavati nel monte collegava ora le ville. Quando e per caso si scoprì che tali cunicoli conducevano l’aria fresca proveniente dalle grotte sulle colline gli accorti abitanti ne videro subito la possibilità di impiego, oltre che come vie di sicurezza, come sistema di climatizzazione delle case e come locali a temperatura bassa e costante (da 10°C a 14°C durante tutto l’anno) da adibire a magazzini. Alla fine del secolo XIII fu emanato uno che regolamentava l’uso delle grotte e dei condotti (detti anzi ventidotti).
La cantina del ristorante Æolia, ricavato nelle dipendenze delle adiacenti ville (Villa da Schio e Villa Trento-Carli, fatte costruire da Francesco Trento), è appunto rinfrescata da tali ventidotti. E sono proprio questi che Andrea Palladio e Galileo Galilei studiarono con curiosità, cercando di usare l’energia creata dal vento, costruendo forse sistemi e condotte per gestire l’aria e farla giungere alle ville vicine.
Francesco Trento era un uomo ricco e capace, che sapeva come usare le situazioni a suo favore. Non è difficile immaginare che abbia pensato di trasformare la fonte di energia che aveva in casa e la presenza dei due famosi studiosi in una fonte di prestigio, facendo costruire la bella Sala Æolia per ospitare degnamente le nobili caste veneziane, in particolar modo quella dei Notari, che giungevano in visita. Decorata con affreschi preziosi (del XVI secolo, attribuiti a Fasolo e Zellotti, allievi del Veronese), in comunicazione con la cantina tramite una grata e quindi rinfrescante rifugio dal calore della città durante l’estate, la sala divenne anche la sede dell’Accademia Eolica, nella quale gli studiosi si riunivano per discutere di scienze, filosofia ed arti.
Visitare la cantina è una bella esperienza. Piccola, breve, ma da fare personalmente. Così come i vini, i cibi e i profumi non si può raccontare.

Lucilla Horatia Valentina

Luca

Luca

Dio fece il cibo, il Diavolo i cuochi.

Costozza La Perla dei Berici from Cincinnati

By Barrett J. Brunsman and Rebecca Billman
The Cincinnati Enquirer
And in the Veneto, we sampled the best of one of Italy’s smaller labels, the wines of Count Alvise da Schio and his son, Count Giulio da Schio. Secrets of Costozza’s caves The village of Costozza lies at the base of Monte Brosimo. This 1,312-foot hill is part of the Colli Berici, a mountain range of volcanic origin. Both the soil and mild climate are ideal for growing grapes. Costozza has been documented as a winemaking center since at least 1250, but archaeological excavations indicate it’s possible that was being made in the Berici Hills thousands of years earlier. Off the track of foreign tourists, Costozza is 7 miles south of by way of Superstrada 247. This narrow road winds past farm fields along a stream called the Riviera Berica. The village of 2,000 has a delightful old restaurant, Taverna . Astronomer Galilei mentioned in his memoirs that he was a guest there 400 years ago. Today, the area is popular among Italians who enjoy mountain bicycling or hiking, as well as rock climbing or horseback riding. What we found fascinating is that, for thousands of years, this pretty yet unassuming village has been of great strategic importance. Costozza is a derivation of “Custodia,” the name given by the Romans. That was a reference to slaves kept here “in custody.” Their job was to quarry limestone from caves inside Monte Brosimo — to be used for villas, theaters and monuments. The quarries outlasted the Roman Empire. In the 1500s, Andrea , one of the most influential architects of the Renaissance, used Costozza limestone to build some of Italy’s most impressive villas. Inside the caverns, called covoli, the temperature doesn’t drop below 43 degrees in winter and doesn’t rise above 59 in summer. An Etruscan mark above the entrance to one of the caves indicates that more than 2,500 years ago people were making use of this natural refrigeration to store food. Today, some of the caverns house oak barrels in which the da Schio family ages Costozza-brand wine. The earliest written record of wine being stored in the caves dates to 670 years ago. With a telephone call in advance, it’s possible for groups to visit the covoli cellars and sample Costozza wines. The cost of $7.32 per person includes a tour of the da Schio family’s Renaissance garden, which features statues carved from the local limestone hundreds of years ago. But one section of the vast caverns has been off limits since the 1950s. That’s when the Italian government appropriated the mountaintop and three-fourths of the covoli, then turned them over to the U.S. military. Barrels of da Schio wine gave way to surface-to-air missiles. We were told these were Nike-Hercules missiles. The Hercules version of the Nike missile can carry either conventional or nuclear warheads. Named for the winged goddess of victory, Nike missiles travel at more than three times the speed of sound — in excess of 2,700 mph. Such missiles were stored underground on rails and could be brought to the surface via elevators for launch. With a range of more than 75 miles, they were designed to intercept Soviet planes carrying nuclear bombs. In theory, a single Nike tipped with a nuclear warhead could wipe out an entire formation of enemy planes. Today, we were told, the military base is merely a logistics center. After learning the secrets of the Costozza caves, we agreed we could use a glass of wine. Fortunately, if you want to sample a glass of the da Schio family’s best — or buy a bottle — no appointment is necessary. Just step into the family wine bar, La Botte del Covolo, which translates as the Barrel of the Caves. It’s at the foot of Monte Brosimo, on the public square named for a da Schio ancestor. The bar, which opened in 1970, was the village icehouse until about 1920. Built in the 1800s from the covoli limestone, it consists of a round room with a conical ceiling. Snow used to be shoveled in from the top. Now, the high ceiling helps funnel away cigarette smoke. When we visited, neither the bartender nor the dozen patrons spoke English. So we resorted to our Italian phrase book: Due bicchieri di locale — da Schio rosso, per favore. Translation: “Two glasses of the local wine — da Schio red, please.” Price per glass: 73 cents. We had to guess at what vintage we were being served, as it was poured from a decanter. It turned out to be Colli Berici Cabernet Franc, a warm, robust red. Later, we treated ourselves to the 2000 vintage of cabernet sauvignon, the most expensive da Schio wine at $9.18 a bottle. The da Schios have been making wine in Costozza since 1812. That’s when they inherited the covoli of Monte Brosimo, as well as the surrounding vineyards. These had been owned by a cousin, who was the last of the wealthy Trento family. In the late 1800s, the da Schios reinvigorated the Costozza vineyards, which were at least seven centuries old, by planting cabernet and other vines imported from France. Sauvignon blanc and pinot nero are the other wines the family produces. All are made according to the classical methods, using grapes grown on the property. Vineyards account for 27 acres of the family’s 198-acre . Production is limited to 15,000 bottles a year. Two-thirds of that is either cabernet franc or cabernet sauvignon, of which Count Giulio da Schio, who runs the family business, is most proud.

Luca

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